Tensostrutture VS vele triangolari

Tensostrutture VS vele triangolari

Con l’arrivo della bella stagione sono tante le richieste di coperture a vela per ristoranti e giardini di diverse forme tra cui, ahimè le più popolari, quelle tirangolari. Cogliamo l’occasione per fare un po’ di chiarezza su una tematica che dobbiamo affrontare periodicamente, spiegando ai nostri interlocutori i vantaggi e gli svantaggi dell’impegno di tale geometria nell’ambito delle coperture tessili.

Insieme alla annosa questione dei pilastri strallati VS pilastri incastrati, anche la diatriba tra vele triangolari rispetto alle coperture con un numero di vertici maggiori, rimane una delle questioni più difficili da digerire per chi si approccia per la prima volta al mondo delle tensostrutture.

Molto spesso designer, architetti e clienti ci contattano sperando di poter realizzare con il nostro supporto vele o coperture di svariate dimensioni ma di forma triangolare. Nell’immaginario comune, crediamo che l’immagine delle coperture triangolari sia diffuso per due ragioni.

  1. Il ruolo della grande distribuzione

La prima deriva sicuramente dalla spinta del mondo della grande distribuzione che propone modelli di coperture molto semplici ed economiche, pensate per uso stagionale e fatte per essere montate dall’acquirente, senza doversi così preoccupare delle questioni statiche o di sicurezza. Vengono proposte coperture planari (ecco perché la forma triangolare), magari realizzate con materiali a maglia aperta (reti) che permettono una certa defromazione senza creare grinze inestetiche. Vengono poi affiancate immagini puramente di marketing, con ambientazioni accattivanti spesso ritocate in photoshop che mostrano l’efficacia di prodotti che hanno evidenti limiti.

  1. L’applicazione in ambiti diversi dalle coperture

La seconda ragione della diffusione delle coperture triangolari deriva dalla volontà di trasportare in architettura esempi che si trovano navigando il web non prestando attenzione alla loro applicazione. Molte volte si tratta di strutture per interno, per esempio in stand fieristici e/o manifestazioni della durata di pochi giorni, oppure in installazioni artistiche solitamente applicate all’interno di musei o spazi espositivi non soggetti a carichi vento e neve.

Tornando alle coperture tirangolari, cerchiamo di capirne meglio le proprietà strutturali al fine di renderci conto se possono davvero essere applicate nel nostro caso.

Le vele o le coperture triangolari mancano, per questioni gemetriche, di una delle caratteristiche chiave delle tensostrutture: la doppia curvatura. Come illustrato in questo ariticolo le tensostrutture sono oggetti che resistono agli agenti esterni (vento e neve) grazie alla loro forma ottenuta attraverso una pretensione introdotta nei materiali (teli e cavi) al momento del montaggio. Può la doppia curvatura è accentuata, più la struttura sarà stabile ai carichi vento in quanto in ogni punto della superficie agiscono forze in 3 dimensioni atte a mantenerne l’equilibro. Più si va verso forme piatte e poco curvate, maggiori sono le tensioni necessarie per mantenere in stabilità gli elementi con conseguente aumento di dimensione della carpenteria di supporto, dei cavi e del telo stesso, fino a raggiungere l’inefficenza del sistema rispetto ad un tradizionale sistema costruttivo (in acciaio o calcestruzzo).

Tornando alle nostre vele triangolari, per definizione, saranno in qualunque configurazione planari (per 3 punti passa sempre 1 piano) e quindi non si potrà mai introdurre una pretensione in esse atta a realizzare la doppia curvatura, tanto cara a chi progetta e costruisce tensostrutture. Il risultato sarà quindi una superficie che deve essere fortemente tensionata per mantenere la sua geometria. In alternativa dovrà avere una forte pendenza al fine di scongiurare ogni pericolo di accumo di acqua. Inoltre, questo tipo di geometria, esposta ai carichi vento, sarà sempre libera di vibrare e muoversi accellerando in questo modo il degrado dei materiali che la compongono.

Vela triangolare

Con questa analisi non si vuole lasciare intendere che le coperture triangolari non siano possibili da realizzare: al contrario vogliamo sottolineare come sia necessario capire in che modo possono essere applicate. Innanzitutto vanno scelti i materiali giusti: reti o tessuti molto leggeri, in modo da poter essere tensionati con discreta facilità, senza gravare troppo sulla sottostruttura. Inoltre vanno compresi i limiti dimensionali di una geometria di questo tipo. Piccole coperture di pochi metri quadri possono essere realizzate senza particolari problemi; triangoli con lati da 10 o più metri sono invece assolutamente da evitare.

Esistono d’altro canto alcuni vantaggi nell’impiego delle coperture triangolari. A livello di produzione, rispetto a quelle a 4 o più punti, che creano superfici 3d complesse, non necessitano di particolari software di form finding e di cutting pattern. Con l’esperienza legata alle deformazioni del materliale è possibile produrre vele di piccole o medie dimensioni attraverso il disegno in 2d dei singoli elementi. A livello economico, quindi le la parte tessile delle coperture triangolari è molto semplice ed ottimizzata. E’ questa probabilmente la ragione che rende spinge aziende che solitamente non operano nell’ambito delle tensostrutture a lanciare prodotti sul mercato  Da verificare invece gli sforzi agli agganci che potrebbero richiedere un sovradimensionamento delle strutture e un generale incremento dei costi totali.

Speriamo davvero che la lattura di questo articolo permetta al lettore di guardare d’ora in poi con occhi diversi le immagini relative alle coperture ombreggianti ed in particolare quelle a vela triangolari. Per ogni dubbio rimaniano a disposizione.

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